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giadaferraroIntervista a GIADA FERRARO..portiere del Milan Calcio Femminile

1) Cara Giada come giudichi la tua nuova esperienza nel Milan e in genere come valuti il tuo rendimento in questa prima parte del campionato.?

Sono molto contenta di come è andata questa prima parte del campionato, siamo campionesse d'inverno, abbiamo il miglior attacco e la miglior difesa del campionato. Cosa potrei chiedere di più? Sono felice di aver trovato un gruppo affiatato che si allena e lotta per raggiungere il proprio obiettivo.

2) Hai fatto per alcuni anni il secondo portiere in serie A nel Fiammamonza, quando hai pensato che fosse l'ora di fare il salto di qualità e diventare titolare?

Sono arrivata in serie A che non avevo neanche 15 anni ed era da poco che facevo il portiere (prima ero un difensore centrale). Col passare degli anni sono cresciuta grazie ai consigli di due portieri che ho avuto davanti, Marisa Gorno e Chiara Marchitelli, e grazie ai preparatori che ho avuto, Alessandro Colnago, Gianluca Ciofi, Arnaudo e Giovanni Baviera (che è ancora il mio preparatore). Quando Chiara lasciò il Fiammamonza, l'allenatore che arrivò mi diede fiducia e da lì iniziò la mia avventura da portiere titolare.

3) Alcuni portieri di serie A sostengono che per fare il PORTIERE bisogna essere "un po' pazzi"...Tu  cosa ne pensi?..Credi che ci siano maggiori difficoltà nei confronti di altri ruoli(fisici,..mentali..)?

Beh, lo penso anch' io! È vero, bisogna essere un po' "fuori di testa" per fare il portiere. Chi deciderebbe di tuffarsi volontariamente per terra ogni allenamento, provocandosi lividi e graffi o di diventare un pupazzo fatto di fango perché ha piovuto e il campo è un pantano? Un pazzo... penso. Però provo un'emozione indescrivibile quando evito che la palla entri in porta.! Quello che faccio è un ruolo molto difficile, devo stare sempre concentrata, perché in una partita può capitare che venga chiamata in causa una sola volta, però per quell'unica volta devo essere pronta e attenta. Il mio ruolo mi piace e non lo cambierei mai!

4) Chi è stato ad avviarti al ruolo di portiere?..chi ti ha detto per primo: " Tu  potrai diventare un portiere  in gamba?

Ad inizio stagione, quando giocavo in primavera, eravamo rimaste senza portiere. Io mi sono offerta volontaria e sono rimasta in porta per tutta la durata del campionato. Alessandro Colnago, che aveva iniziato ad allenarmi, mi disse: "hai le potenzialità, non te la cavi male, vai avanti così". Da lì iniziò tutto.

5) E' molto difficile conciliare lo studio con l'attività sportiva .Tu come hai organizzato le due cose e quali sono stati i maggiori problemi che hai dovuto affrontare?

In realtà non è molto difficile, basta sapersi organizzare. Non ho dovuto e non devo affrontare particolari problemi, perché quando devo fare gli esami non devo andare a lezione, quindi ho molto tempo da poter dedicare allo studio.

6) Quanto credi sia importante la vicinanza e l'appoggio dei genitori nei confronti della tua attività sportiva e nel Calcio in particolare?

I miei genitori mi hanno sempre appoggiata e sostenuta. Mi fa piacere che mi seguano e che vengano a vedere le mie partite. Mi farebbe piacere che mia madre tornasse a vedermi giocare. Non viene quasi più a vedermi, perché un giorno ebbi un incidente durante una partita: durante un'uscita presi un calcio forte in testa e rimasi per terra. Sono episodi che possono succedere, però lei si spaventò molto.

7) Quali sono i tuoi desideri sportivi per il futuro..quali le tue legittime ambizioni (tornare in serie A...Nazionale...)?

Un desiderio lo avrei, però non posso dirlo, perché altrimenti non si avvera! Posso solo dire che sono contenta e soddisfatta di come stanno andando le cose in questo periodo.

8) Da uno a Dieci...quale importanza ha per te l'AMICIZIA in  gruppo sportivo...e pensi che possa aiutare ad ottenere dei buoni risultati.?

Per me l'amicizia è fondamentale. In un gruppo di ventidue giocatrici è normale che si creino delle antipatie e delle simpatie, ma in campo tutte le tensioni devono essere messe da parte perché si deve essere unite per raggiungere l'obiettivo prefissato.

9) Nella tua vita sportiva ti è capitato un episodio curioso che vuoi raccontare..?

Si: una volta, mentre stavamo disputando una gara di campionato, è entrato un cane nel rettangolo di gioco e ha iniziato a correre dietro al pallone. È stata una scena molto divertente, anche perché alcune giocatrici avevano paura e hanno iniziato a correre verso le rispettive panchine.


Giada Ferraro e Mario Merati

Mario Merati
Author: Mario MeratiEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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