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Il CS Franciacorta scrive agli organi federali.

  • Categoria: Parliamone...
  • Visite: 1233
  • Scritto da Walter Pettinati

stopNon ci sono molte parole da dire, siamo tutti sgomenti e tristi di fronte a queste inaspettate tragedie. La morte in diretta di una persona ti obbliga a riflettere. Quello che è successo al compianto Piermario Morosini rientra in quegli eventi eccezionali non prevedibili, sia che si parli di sport professionistico che dilettantistico. In Italia l'obbligo della visita medica per il nulla osta alla pratica sportiva agonistica anche nei campionati della LND e degli altri comitati dilettantistici è già di sé un'ottima prevenzione. Perché allora fermare tutti i campionati indistintamente professionistici e dilettantistici? Solo in Lombardia risulta siano morti sui campi dal 2004 per questo problema tre atleti dilettanti, ma né i campionati della LND né tanto meno quelli professionistici sono stati fermati in quei casi. Esistono forse lutti "professionistici" e lutti "dilettantistici"?

 

Sospendere la partita del Livorno e le altre gare di serie A e B era un atto doveroso, ma per chi a fine anno dovrà calcolare, sulle spese fatte giorno per giorno, la possibilità o meno di iscriversi ai prossimi campionati, il minuto di silenzio, o una qualunque altra forma di cordoglio, sarebbe stato altrettanto significativo e non avrebbe mancato di rispetto a nessuno. Questo doveva essere fatto invece di colpire indiscriminatamente le società dei dilettanti, per le quali recuperare in altra data significa un aggravio di costi non indifferente (tra prenotazioni di voli per le trasferte nelle isole o fuori regione, pernottamenti e quant'altro). Tanto tra sette giorni la nostra Federazione avrà già dimenticato, non di certo i famigliari per i quali il lutto non dura solo tre giorni, ma tutta una vita.

Non è equo questo modo di trattare il dilettante al pari del professionista a secondo degli interessi. La stessa parola lo dice: il professionista svolge il lavoro di calciatore regolarmente retribuito al pari di un qualsiasi altro lavoratore (anzi, certo meglio). Non ci risulta che si fermino tutte le fabbriche d'Italia quando un operaio rimane vittima di un incidente sul lavoro. Questo comportamento della FIGC-LND è pura demagogia.

Concordiamo con il dott. Casasco per il quale il solo defibrillatore non è sufficiente in casi simili ma ci vorrebbe un vero pronto soccorso per ogni impianto, ma se questo non sono in grado di sostenerlo le società professionistiche, possiamo farlo noi dilettanti?
La LND aveva lanciato questa idea del defibrillatore in ogni società, ma oltre al business delle ditte che lo commercializzano, a chi può creare beneficio, se non vi sono persone in grado di farne uso? Meglio piuttosto avere ai bordi del campo un'ambulanza dove lo strumento è presente e vi è il personale sicuramente qualificato ad usarlo.

Si ha l'impressione, ormai generalizzata, di una LND che va per conto proprio senza tener in considerazione il pensiero della propria "base", quella che le difficoltà della gestione di una società sportiva le vive ogni giorno e non solo in questo frangente.

Siamo addolorati per Piermario Morosini, alla cui famiglia porgiamo le più sentite condoglianze, ma altrettanto siamo indispettiti verso la federazione, dalla quale ci aspettiamo un atteggiamento di maggior considerazione verso le società dilettantistiche.

Cs Franciacorta calcio femminile
Atlete, dirigenti e staff

Commenti   

 
0 #1 alek13 2012-04-17 15:50
Completamente d'accordo..in questi casi il calcio femminile dilettantistico è considerato alla "pari" del maschile professionista. .ma per il resto invece il calcio femminile è sempre in secondo piano..qualcosa non torna
 

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