Giovedì, 13 Agosto 2020
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Atalanta – Reggiana 1-1

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contro la Reggiana, l’Atalanta fotocopia la partita d’andata: un gol, un punto e un tempo per parte. A supremazia equamente spartita nelle due frazioni di gioco è tuttavia la formazione dell’allenatrice Milena Bertolini (quarta classificata) ad essere scontenta: nel primo tempo le sue ragazze sono state capaci di imbastire almeno sei palle gol cristalline ma, non sfruttandole, alla fine è stata la legge del calcio a decidere per loro. Per l’Atalanta del presidente Michele Maraglino un buon punto, candido, agognato e scaturito dal campo senza furto alcuno: nella ripresa, infatti, pur senza trascendentali occasioni di vantaggio, sono state proprio le padrone di casa a fare la parte del leone. La cronaca. Come si diceva, il pallino del gioco è nelle mani della Reggiana nel primo tempo, praticamente a senso unico. L’orologio segna 2’ quando l’Atalanta si trova in svantaggio di una rete e mezza: dopo un salvataggio in extremis del portiere Gamba sul pronti via, infatti, Vicchiarello serve sul velluto dalla destra un aureo pallone alla compagna Sabatino, che a tu per tu con il portiere di casa lo fredda senza riverenze. Nefasto segno di una giornata storta? È quello che tutti si aspettavano. Infatti, palla al centro e l’Atalanta non reagisce. Così ha il via la sagra dell’occasione mancata da parte delle truppe ospiti. Al 23’ in contropiede Parejo arriva davanti alla porta e manda a lato di un soffio. Sempre lei una manciata di secondi più tardi, ben servita da Sabatino, fa la barba al palo. Poco dopo, sugli sviluppi di una conclusione di Mangili mandata alle ortiche, parte la controffensiva granata, che trova il suo epilogo con il palo di Perejo. In foto Marta BrasiMigliore in campo tra le fila Atalantine Alla distanza sale invece in cattedra Riboldi, che ben servita da Picchi, sfiora la traversa con un gran tiro al volo: ma è una magra consolazione per un’Atalanta consapevole di andare a riposo su un passivo che sarebbe potuto essere tranquillamente ben più pesante. Ripresa. Tutt’altra storia. La formazione di casa, rinvigorita dai freschi innesti operati alla fine del primo tempo e visibilmente motivata, cambia registro e si butta in avanti. Dopo un paio di buone sortite di Mangili, è la giovane Giacinti ad essere fermata ad un passo dal gol per dubbio fuorigioco. Rocambolesca azione quella del 25’: con un prodigioso spunto Giacinti si destreggia tra tre difensori e si accentra, il suo tiro cross carambola ai piedi di Mangili, la quale sciupa sparando alto sopra la traversa. Ma i tempi sono maturi. Dieci giri di lancetta più tardi, infatti, ecco il meritato pareggio: buona verticalizzazione di Giacinti a servire “Turbo”, la quale con una minacciosa accelerata irrompe in area e davanti al portiere ribadisce finalmente in rete. Nelle battute finali una Reggiana superficiale per tutta la ripresa ritrova il nerbo, ma l’Atalanta chiude ogni varco e il sospirato 1-2 della formazione ospite è destinato a rimanere una pia illusione. Alessandra Donadoni Interviste Dal campo agli spogliatoi, ecco i pareri del dopopartita. Per la Reggiana l’allenatrice Milena Bertolini è amareggiata, ma analizza il match con l’obiettività di una vera professionista: “Nel primo tempo abbiamo sciupato troppo. Sapevamo bene che in queste circostanze una formazione come l’Atalanta poi ci avrebbe castigate con le ripartenze veloci di Mangili. E così è stato. Penso che questo sia un pareggio dai due volti. Date le occasioni create dalla mia squadra nel primo tempo, meritavamo sicuramente il titolo, ma alla luce della ripresa, un punto per parte è giustissimo: l’Atalanta ci ha creduto, mentre noi siamo state troppo superficiali”. Sul fronte opposto, mister Michele Zonca dell’Atalanta è dello stesso parere: “Nel primo tempo siamo stati in balia dell’avversario, mentre nella ripresa le mie ragazze hanno dominato il campo. Mi assumo totalmente la colpa di questo primo tempo in sordina, perché ho commesso qualche errore a livello di schieramento tattico. Poi però, grazie soprattutto alle giovani della Primavera, che come ogni anno hanno un ruolo fondamentale nella nostra lotta alla salvezza, le ragazze sono riuscite a raddrizzare la partita. Sono contento”. Poi, in merito al proseguo della stagione aggiunge: “Per noi il campionato inizia ora. Le prossime gare contro il Fiammamonza e il Chiasellis saranno fondamentali in chiave salvezza”. a. d. Pagelle Atalanta Femminile Gamba 6.5: nel primo tempo dimostra grande carattere, imponendosi con un paio di eccellenti interventi. Non ha colpa sul gol subito. Bonati 5.5: fatica a tenere la posizione e spesso è presa d’infilata dall’avversario. (41’pt Pandolfi 6.5: la promessa dalla Primavera conduce in porto una performance all’altezza). Ceroni 6: in difesa non manca. Lavoro efficace e pulito dalle sue parti, anche se l’inizio è in sordina. Brasi 7.5: quantità e qualità nella zona di competenza. Puntuali le chiusure, arriva dove le altre non arrivano. Prestazione da ricordare. Caio 6.5: un primo tempo non troppo convincente è riscattato da una buona ripresa, nella quale è tra le protagoniste più brillanti. Riboldi 5.5: fatica a entrare in partita, sebbene alla fine del primo tempo offra uno spunto degno della sua classe. Nella ripresa resta in ombra. Scarpellini 6: non più della sufficienza per il capitano, che ci ha abituati a prestazioni di ben altra caratura, anche a livello di agonismo. Spini 6.5: buon lavoro nel centro del campo, dove risulta discreto filtro. Nel primo tempo perde qualche pallone, ma nella ripresa brilla. (34’st Fenaroli sv). Prost 6: grande prestanza da parte della ex di turno. Primo tempo disordinato, nella ripresa è padrona assoluta della fascia di competenza. Mangili 6.5: onore al merito della concretezza. Anche in questa occasione il bomber ci ha lasciato lo zampino. Picchi 5.5: mai in partita e mai pericolosa, anche se in vero è poco servita. (40’pt Giacinti 6: con qualche interessante guizzo si guadagna la giornata). A.D.
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Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Firenze, n. 6032 del 15 Settembre 2016, con direttore Giancarlo Padovan.