Mercoledì, 05 Agosto 2020
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Atalanta – Lazio Femminile 1-2

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La matematica condanna l’Atalanta Femminile in Serie A2. Al termine di un’annata da dimenticare, la partita contro la Lazio profumava di ultima spiaggia e la formazione di mister Michele Zonca ha ceduto il passo a delle romane che, pur non avendo più nulla da chiedere a questo campionato, hanno strappato i tre punti in quel di Almenno, dimostrandosi ciniche in fase realizzativa e solide in copertura. Chi è causa del suo mal pianga se stesso: alla luce della buona partenza da parte delle nerazzurre e delle numerose occasioni mandate alle ortiche, è stata ancora una volta la legge del calcio ad avere ragione. Chi sbaglia paga e saluti carissimi alla massima categoria. Come si diceva, infatti, dopo un buon guizzo di capitan Lanzieri a capitolare ben oltre il secondo palo, è lo schieramento di casa a elargire al pubblico le migliori occasioni di vantaggio, ma invano. Al 17’, sugli sviluppi di una punizione laziale, parte il contropiede dell’Atalanta: ottimo disimpegno di Mangili e palla a Picchi, che a tu per tu con l’estremo difensore ospite gli tira clamorosamente in grembo. Cinque minuti più tardi la scena si ripete: ma questa volta è la stessa Turbo Mangili a trovarsi di fronte una Fazio maiuscola nell’uscita spavalda. Acqua cheta rompe i ponti ed ecco il vantaggio biancazzurro quando scocca la mezzora: spunto sulla fascia destra di D’Ancona a servire De Luca sul fondo, la quale con abile mossa fa secca Filippi. L’Atalanta incassa il colpo e ne risente, tanto da soffrire la supremazia ospite sino al 45’, quando la frittata è fatta: chiaro fallo in area di Prost ai danni di Lanzieri e per l’arbitro è rigore. Al dischetto si presenta Caramia per mettere il timbro sul raddoppio. La ripresa si propone su ritmi decisamente più scialbi. E sebbene l’Atalanta macini gioco e detti tempi, è solo alla distanza che le nerazzurre provano a dire la loro nei pressi di Fazio. Importante in merito l’episodio della mezzora, quando Pedretti si inserisce bene e cerca la porta, il portiere respinge e Mangili di testa fa la barba al palo. Distanze finalmente più corte tre minuti più tardi, quando Turbo deve solo appoggiare in rete un pallone servitole da un gran colpo di genio di Giacinti sulla destra, ma ormai è troppo tardi. Negli ultimi frangenti di gioco, infatti, tanto nervosismo, poca lucidità ed una sola, amara certezza. Alessandra Donadoni Interviste Al termine della gara, le impressioni sul match degli addetti ai lavori. Per la Lazio, ecco mister Roberto Piras: “Per noi è stata la classica partita di fine stagione. Non avevamo nulla da chiedere e l’abbiamo affrontata molto tranquillamente. Mi aspettavo di incontrare un’Atalanta più tenace e invece no. La scorsa settimana il Brescia mi è parso molto più incisivo. Dal canto nostro, con tutte le importanti assenze che registravamo oggi, abbiamo cercato di onorare il campionato con una buona prestazione”. La replica di mister Michele Zonca: “E’ un giorno di amarezza. Meritiamo la serie A2, perché non siamo in grado di rimanere in questa categoria. Abbiamo sciupato anche l’ultima occasione che avevamo per salvarci”. a. d. Pagelle Atalanta Femminile Filippi 6.5: una bella parata e senza colpa sui gol. Per il resto è valida quando è chiamata in causa nell’ordinaria amministrazione. Pedretti 7: ancora tra le migliori. Immensa in ogni zona del campo. Fenaroli 6: in fase di copertura tanto zelo. (1’st Spini 6.5: col suo ingresso in campo la manovra delle compagne si fa più aggressiva). Brasi 6.5: importante lavoro nella zona di competenza. Immolata per la causa. Poeta 6: paga un po’ l’inesperienza, ma tutto sommato la sua prova è sufficiente. (12’st Pandolfi 6: qualche interessante inserimento da parte sua). Prost 6: sulla fascia è la solita lottatrice. Cresce nel secondo tempo. Troppo ingenua però in occasione del rigore, che le costa mezzo punto in meno sulla valutazione. Scarpellini 6.5: come sempre il capitano è un punto di riferimento per le compagne. Prestazione d’orgoglio. Ceroni 6.5: esperienza in campo. In mediana è buon filtro, in difesa corre a coprire. Caio 6.5: bene le punizioni, soddisfacente in fase offensiva e difensiva. Mangili 6.5: suo il gol dell’Atalanta. Nonostante il ginocchio non le dia tregua, stringe i denti e va avanti, anche se nei pressi della porta sciupa davvero troppo. Picchi 6: buon senso della posizione ma poca concretezza. (1’st Giacinti 6.5: serve al bacio Mangili in occasione del gol e si propone bene per tutto il suo tempo di gioco).
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Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Firenze, n. 6032 del 15 Settembre 2016, con direttore Giancarlo Padovan.