Martedì, 20 Agosto 2019
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Serie A 2009-2010

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Che si trattasse di un’impresa improba lo sapevamo già Ma alla luce dell’impegno profuso dalle nerazzurre contro il forte Bardolino, il risultato quasi tennistico scaturito dal campo sembra non rendere ragione a tanto zelo. E così continua in momentaccio per le ragazze di Michele Zonca, che dati i quattro punti persi per il fattaccio che ha fatto chiacchierare durante la settimana e i risultati pervenuti dagli altri campi a fine gara (vittoria del Brescia e pareggi di Chiasiellis e Venezia), mai come oggi sente la vertigine del tonfo nella categoria inferiore. La nota positiva della giornata è ancora una volta il leitmotiv della società bergamasca: la discesa in campo di due giocatrici giovanissime, made in Atalanta, che nel probante test contro il Bardolino hanno conosciuto il loro esordio assoluto in serie A: gioielli rispondenti ai nomi di Poeta, classe 1992 e Piacezzi, 1995. Veniamo alla cronaca di un match che, salvo per quanto concerne la prima mezzora, nella quale le formazioni si sono studiate senza farsi male, è praticamente il mero elenco delle segnature di casa. Brillante Bardolino, come sempre all’altezza della situazione e dell’Europa ed operaia Atalanta, che dopo un paio di spunti in avanti a ghiaccio non ancora rotto si è chiusa sulla difensiva, tentando qualche rara ripartenza veloce nella ripresa. Il primo interessante spunto, tuttavia, è di marca ospite: buon dialogo tra Pedretti e Mangili, con la seconda che cerca la conclusione da pochi passi, ma Filippozzi sventa sulla linea di porta.

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Il Bardolino Verona batte 6-0 l'Atalanta e rimane in corsa per la Champions Nella terz’ultima giornata del massimo campionato le ragazze del Bardolino Verona si impongono con un tennistico sei a zero sull’Atalanta e mantengono la seconda posizione in classifica in coabitazione con il Tavagnacco. Gialloblu, per l’occasione in maglia bianca, prive delle infortunate Schiavi, Stefanelli e Toselli, le nero-azzurre alla disperata ricerca di punti salvezza arrivano in riva al Lago di Garda senza le squalificate Gamba e Riboldi. L’avvio di gara concede poche emozioni, tanto che si deve attendere il 27’ per assistere alla prima vera palla-gol sprecata da Cristiana Girelli che manda alta la sfera da buona posizione. Le veronesi guadagnano metri e pervengono al gol al 35’: croos dalla destra pennellato alla perfezione da Valentina Boni per l’incornata vincente di Cristiana Girelli. Prima del riposo arriva il raddoppio gialloblu grazie all’invenzione di Valentina Boni che dal vertice destro dell’area piccola beffa difensore e portiere girando la sfera in rete. Nella ripresa mister Longega passa ad una difesa a tre, sostituisce la giovane Filippozzi, buona la sua prova nel reparto arretrato, con l’attaccante brasiliana da Rocha, assoluta protagonista dei secondi 45’.

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Spettacolo al Rigamonti, Tribune gremite e tifo delle grande occasioni per il match salvezza delle rondinelle. La partita parte contratta, e nei primi dieci minuti le emozioni scarseggiano: Caramia al 4’ impensierisce la difesa di casa e pochi minuti dopo Cernoia con un tiro dal limite impegna Fazio. Dopo un tiro sbilenco di Alborghetti da una parte e una sassata di Cantoro dall’altra suona la sveglia. Ferrandi al 20’ crea il panico sulla destra e dopo un numero crossa malissimo. Passano 4 minuti e Gozzi dalla sinistra fa partire un preciso cross che trova Ramera libera di staccare e mettere in rete. L’arbitro annulla per fuorigioco molto dubbio. Al 29’ancora le rondinelle sfiorano la rete con Vukcevic che su punizione sfiora la traversa. Al 30’ clamorosa occasione da rete per il Brescia: ancora Gozzi, pennella per Ferrandi, che da sola a tu per tu con il portiere mette a lato. Il Brescia preme alla ricerca del vantaggio e Alborghetti al 43’ in percussione centrale fa partire un missile, che trova pronta Fazio. Sulla ribattuta Ramera tira, ma la palla finisce a lato. Al 45’ finalmente il Brescia trova il gol: Vukcevic riceve palla a centrocampo, controlla e lancia perfettamente Ferrandi, che salta con un pallonetto il portiere, e insacca l’uno a zero.

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La Roma di mister Serafini non ripete la gara di sabato scorso con il Chiasiellis e ottiene solo un deludente pareggio per 2 a 2 contro il fanalino di coda Fiammamonza. Gara brutta quella che le ragazze di Serafini hanno giocato al cospetto di un Fiammamonza ormai quasi retrocessa. Una squadra, quella capitolina, senza personalità, poco concentrata e forse già in vacanza. Nei primi 15 minuti le giallorosse malgrado non fossero in giornata, sfiorano in diverse occasioni il vantaggio, ma Marchese, Sardu, D’Antoni e Pasqui non riescono a concretizzare delle buone palle gol. Al primo affondo è però la squadra lombarda a passare in vantaggio: siamo al 20°, mischia in area giallorossa e Scolaro è lesta a battere Serafino. La Roma non ci sta e cerca subito il gol del pareggio che arriva appena due minuti più tardi con Marchese , cross di Gueli per Pasqui che di testa rimette al centro per la numero 9 giallorossa che con una stupenda rovesciata non lascia scampo al portiere avversario. Per la giovanissima attaccante siciliana nono gol nel suo primo campionato di serie A, lo scorso anno militava in serie B.

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NON ENTUSIASMANDO IL TORINO SI AVVICINA ALL’ITALY WOMAN’S CUP Gara un po’ deludente la sfida tra le granata e le veneziane. Le ragazze di Amendola scese in campo già matematicamente salve partono come al solito (male) subendo un “trottolino” di nome Mason (classe ’93), che “suona” il “rondò veneziano” al trittico Ugolini-Bosi-Tavalazzi insaccando con un rasoterra “non impossibile” una disattenta Scaramuzzi. Tutto si decide nel 1’ tempo. Ripresa deludente del TCF e parecchi rischi di pareggio. Nel finale due legni colpiti da Bonansea e Carissimi. La matematica c’era già, però, alle torinesi era stata chiesta una partita gagliarda e cattiva così da fare bella figura davanti al proprio pubblico e farlo divertire, ma non è andata così. Poca la qualità espressa, reazioni scomposte, espulsioni e così via. La cronaca: al 7’ le ospiti passano. Mason lanciata dalle retrovie immobilizza prima Ugolini e poi Bosi-Tavalazzi e trafigge Scaramuzzi. Il Torino risponde subito, ma Rosucci non trova la porta. Al 10’ la svolta della gara. Rosucci lancia Sodini, che salta Penzo. La portiera avversaria stende il capitano granata al limite dell’area. Espulsione per l’estremo difensore ospite e calcio di punizione dal limite. La palla finisce alta. Il Venezia in inferiorità numerica si difende bene fino al 26’ quando Bonansea crossa dalla destra e Spanu, appostata sul secondo palo, schiaccia di testa in rete la palla del pareggio. E’ un buon momento per le piemontesi che 3’ più tardi passano. Solita punizione dal limite della capitana Sodini. Tiro potente sul palo della giovane Rizzo, che non può nulla. Il tris arriva al 31’ con Parodi, che supera con un tocco morbido la giovane portiera veneziana in uscita.

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TORRES, AD UN PASSO DAL PARADISO... Al Vanni Sanna, Bardolino sconfitto per 3-1. Serve ancora un punto per la matematica Un solo punto per avere la certezza matematica. E' ciò che manca alla Torres dopo il netto e meritatissimo successo per 3-1 sul Bardolino, per cucirsi addosso il quarto tricolore della sua storia. A tre giornate dal termine, per una squadra imbattuta come è quella rossoblu, mettere in cascina il punto che manca sembra davvero una formalità. Il buon pubblico accorso al Vanni Sanna, per sostenere le beniamine non ha avuto neanche il tempo di accomodarsi sugli spalti, che già è dovuto balzare in piedi, dopo soli 30 secondi, per la fantastica rete di Sandy Iannella. Il Bardolino colpito a freddo, ha reagito immediatamente mettendo pressione alla retroguardia di casa, ma al 13' l'ex Panico ha schiacciato in rete di testa il pallone del 2-0. Le veronesi questa volta hanno accusato il colpo, mentre la Torres è andata via, via, sciogliendosi, tenendo ben salde in mano le redini dell'incontro. Al 38' l'altra ex, Manieri, con una punizione velenosa a spiovere sul secondo palo, ha ingannato Brunozzi, siglando il 3-0. La stessa Manieri, nel corso della prima frazione ha anche colto un palo.

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SCARPELLINI RISOLVE IL DERBY SALVEZZA, BRESCIA KO! Che Atalanta. Nel derby contro il Brescia, match fondamentale in chiave salvezza, la formazione di mister Michele Zonca archivia i malumori delle ultime due sconfitte e si gioca capitan Scarpellini, che ad epilogo di una partita parecchio tirata, macchinosa, che in vero non ha offerto molti spunti, si fa salvatrice in patria e con una gran zampata in piena zona Cesarini regala alle compagne un risultato che mai nella storia della società Atalanta Femminile fu più prezioso. A indorare la pillola, poi, la realizzazione di bomber Mangili, a chiudere definitivamente la pratica Brescia esattamente come nella gara di andata: coi tre punti in saccoccia. Veniamo al match. Come ogni derby che si rispetti la competizione parte in sordina. Le squadre si osservano con qualche riverenza di troppo, si studiano, si dimostrano poco convinte in avanti ma salde nelle retroguardie. Così, a dispetto dei numerosi sostenitori intervenuti, lo spettacolo offerto nella prima frazione lascia un po’ a desiderare: eccezion fatta per un gran colpo di testa di Vukcevic attorno al 10’ e per un buon intervento di Carminati a salvare la sua porta dalla pericolosa conclusione di Scarpellini al 18’, non si registrano altre azioni davvero degne di comparire nella cronaca. A riattivare l’indice di attenzione sugli spalti, però, ci pensa il direttore di gara, che in una partita così delicata si prende la libertà di scherzare un po’ troppo, penalizzando entrambe le formazioni con qualche svista. Velenosamente scontenta la tifoseria di casa, che contesta l’indulgenza di un Gentile avaro di cartellini in occasione delle brutte entrate..

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BRESCIA, SCONFITTA IMMERITATA NEL DERBY SALVEZZA Il derby salvezza tra Brescia e Atalanta comincia con una bellissima coreografia dei tanti sostenitori ospiti, che accolgono le giocatrici del Brescia con fumogeni bianchi e azzurri. Mondini inserisce Vukcevic in attacco, mentre Zonca lascia in panchina Picchi e Prost, preferendo la sola Mangili come punta. Il match parte contratto e le due squadre fanno fatica a impostare il gioco, forse bloccate dalla tensione. Nei primi minuti le uniche azioni degne di nota sono due tiri sbilenchi di Ferrandi e Scarpellini entrambi fuori misura. Al 13’ prima bella azione per le rondinelle: Vukcevic apre bene per Ferrandi che crossa in mezzo di prima intenzione ma Ramera viene anticipata di un soffio. Sul successivo angolo Alborghetti stacca più alta di tutte ma sfiora di poco la traversa. Prima clamorosa occasione gol fallita dall’undici ospite. Al 19’ si vede l’Atalanta con l’ottima Scarpellini che da fuori, di sinistro, sfiora il palo. Al 26’ clamorosa occasione per Ramera: Cernoia dalla sinistra fa partire un lancio perfetto per la punta, che stoppa in maniera esemplare e a tu per tu con Gamba tenta il pallonetto, ma senza fortuna. Al 31’ Vukcevic si guadagna una punizione dal limite, si incarica della battuta ma il tiro va di poco alto.

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Il Venezia Casinò disputa una grande partita ma esce sconfitta da Torino La partita è stata condizionata molto dalle decisioni della terna arbitrale. Il Venezia Casinò disputa una grande partita dopo la rete del vantaggio di Mason il Torino ottiene il vantaggio numerico perchè al 10’ del primo tempo l’arbitro espelle Penzo rea, secondo lui di aver commesso fallo da ultimo uomo su Sodini. Al 6’ Mason lanciata da Turra entra in area salta due difensori e mette in rete, poi il fatto dell’espulsione di Penzo che in uscita cerca di fermare Sodini, che si butta sul portiere che nel frattempo si era fermata, al 25’ Spanu di testa pareggia, al 29’ Sodini sfrutta una punizione dal limite e mette la palla a fil di palo sulla destra di Rizzo al 31’ Parodi fa 3, al 34’ Tombola in diagonale porta il risultato sul 3 a 2 nel finale di primo tempo. Il venezia nel secondo tempo cerca di pareggiare ma la poca fortuna nelle conclusioni e decisioni arbitrali.

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VITTORIA NETTA DELLA REGGIANA Vittoria netta anche se per sancirla c'e' voluto il gol a tempo scaduto di Sabatino migliore in campo con Neboli e Nasuti. Parte bene la Reggiana buone manovre con possesso palla che al 18' hano portato Parejo a siglare il vantaggio e la sua 19* rete in questo campionato. Altre occasioni sprecate sia da lei che da Sabatino, che pero' si fara' perdonare allo scadere del primo tempo realizzando un'ottima rete a coronamento di una bella azione. Si ricomincia il secondo tempo un po' sottotono dando ampi spazi alle avversarie che dopo essere state graziate dal palo di Brutti e da due fortunosi rimpalli di seguito, scattano in contropiede e finalizzano con Miani che scavalca con un bel tiro Vicenzi. Galvanizzate dal gol le friulane premono ma e' ancora la Reggiana che potrebbe chiudere la partita ma Parejo sola contro Caravilla si fa parare il tiro, e Sabatino poi manca di poco una deviazione di testa per la doppietta personale. Doppietta che arriva a tempo scaduto con un bel diagonale su cui nulla puo' la Caravilla.

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Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Firenze, n. 6032 del 15 Settembre 2016, con direttore Giancarlo Padovan di proprietà di Pettinati Editore.

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