Domenica, 24 Settembre 2017

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In genere chi esce dal calcio femminile, dopo un’esperienza breve o lunga che sia, non solo tende a non rientrarvi, ma spesso preferisce rimuovere quel che è stato, annegandolo nel rancore o nel rimpianto.
Purtroppo questo mondo non si vuole ancora abbastanza bene e si impedisce di tramandare anche il poco che conquista. Ogni giorno sembra sempre di stare in una terra di mezzo, ogni anno è lungo quanto un’eterna promessa.
Per questo, forse, molto si perde tra una generazione e l’altra, tra piccoli progressi e significative avanzate, tra battaglie sacrosante e atteggiamenti di retroguardia.

Io sono sempre stato un giornalista. E da giornalista mi sono avvicinato all’ambiente cercando di capirlo prima e di cambiarlo poi. Quando ho deciso di entrarci - era il 2000 - non mi sono sentito mai a mezzo servizio. Ho fatto l’allenatore in serie C e in serie A (mi manca la B, ma prima o poi capiterà), ho fatto il presidente della Divisione (fino a quando c’è stata) e il capodelegazione della Nazionale. Nel calcio femminile ho investito molti dei miei risparmi e mi sono scontrato con tante persone. Alcune le ho convinte e mi hanno sostenuto, altre mi hanno dichiarato guerra e l’hanno combattuta fino alla fine. Ho vissuto molte amarezze, ma due fatti mi hanno consolato.

Si possono piazzare scommesse sportive naturalmente anche sul calcio femminile. Il sito www.i-bookmakers.it vi offre le valutazioni di tutti gli operatori importanti e molte informazioni sulle scommesse sportive

calciodonne252

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Firenze, n. 6032 del 15 Settembre 2016, con direttore Giancarlo Padovan di proprietà di Pettinati Editore.

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