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Una storia delle scommesse in Italia

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Provare a scrivere una storia delle scommesse in Italia non è cosa semplice. Di sicuro c’è che l’origine di questo fenomeno si perde nella notte dei tempi. Nell’antica Roma era consuetudine puntare dei soldi sull’esito degli scontri fra gladiatori.
Per non parlare poi delle giostre medievali.
Facendo un grande un balzo fino ai giorni nostri possiamo indicare come prima data degna di nota quella del 1946.


L’Italia è appena uscita da un conflitto che l’ha impegnata per cinque anni e che ha creato profonde ferite sia nella popolazione che sul territorio. Uno dei primi segni del ritorno a una vita normale è la ripartenza dell’attività calcistica. E con i primi gol arrivano anche le prime schedine. Il nome Totocalcio sarà però coniato due anni più tardi.
Il meccanismo del nuovo gioco è piuttosto semplice: lo scommettitore deve indovinare l’esito di un match fra due squadre. Le possibilità di scelta sono solo tre: vittoria per la squadra di casa, indicata in schedina dal segno 1, pareggio, segno X, successo del club in trasferta, segno 2.
La popolarità è immediata, tanto che i termini “1X2” entrano a far parte del parlare comune e settanta anni più tardi perfino Poste Italiane dedicherà un francobollo a quel gioco che ha tenuto col fiato sospeso milioni di italiani nelle domeniche di campionato.
Ma la vera svolta avviene mezzo secolo più tardi, nel 1998, quando vengono autorizzate le scommesse sportive a quota fissa. Trascorrono solo quattro anni, 2002, e l’OK del legislatore arriva anche per le puntate via telefono e online.
E’ la svolta. La crescita, di giocatori e cifre puntate, è costante. Tanto che sabato 9, con gli anticipi del campionato di calcio di Serie A, e domenica 10 aprile 2005 fanno il loro debutto nel menù a disposizione dei player le nuove formule di scommesse live legate agli eventi sportivi. Qual è l’esito di quel primo weekend di puntate in tempo reale che avvicina il settore italiano del betting a quello anglosassone? Una raccolta netta di poco inferiore ai 70.000 euro.
Nel 2013 è quindi la volta delle commesse virtuali.
Infine, grazie anche ai miglioramenti tecnologici, dal 2015 in poi la scommesse online hanno superato quelle piazzate nelle agenzie sparse un po’ in tutta Italia. A riprova di quanto appena scritto ecco gli ultimi dati disponibili relativi al 2017: nei primi undici mesi dell’anno, da gennaio a novembre, le agenzie fisiche hanno raccolto poco più di 3,9 miliardi di euro, mentre gli operatori online autorizzati AAMS hanno toccato quota 5,2 miliardi di euro.

Author: redazioneEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Firenze, n. 6032 del 15 Settembre 2016, con direttore Giancarlo Padovan.