Giovedì, 13 Dicembre 2018
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Intervista a Daniela Tavalazzi, una mamma calciatrice e allenatrice

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tavalazzi-danielaDaniela Tavalazzi è una delle poche calciatrici italiane mamme che ha scelto di dedicare tutta la sua vita a questo sport realizzando successi e ponendosi sempre sfide e risultati da raggiungere.
- Daniela quanti anni hai e da quanto giochi a calcio e alleni?
Sono nata nel 1972 a Bologna ed ho iniziato ha giocare a calcio nella squadra del San Donato maschile, da capitano, all'età di 8 anni. Nel 2010 mi sono finalmente fermata nella mia città ed ho iniziato una collaborazione con la Scuola Calcio del Bologna FC maschile e di conseguenza ho iniziato ad occuparmi in prima persona del settore giovanile del Bologna Calcio Femminile.
- In quali squadre hai giocato in passato, quanti scudetti vinti e quante presenze in nazionale?
Ho militato nel Bologna, Ravenna, Milan, Torino, Verona, Lazio, Torres Sassari ed Reggiana conquistando un totale di 7 scudetti, varie Coppe Italia e Super Coppe. Nella mia carriera ho accumulato 95 presenze in Nazionale con una partecipazione al Mondiale Usa '99, due Europei di cui una vice Campionessa Europea.


- Fai un altro lavoro oltre al calcio?
Essere responsabile di un settore giovanile in piena crescita e giocare in prima squadra mi occupa tutta la giornata.
- Ritieni giusto che per mantenersi le donne calciatrici anche in serie A spesso debbano fare un secondo lavoro?
Assolutamente non ritengo giusto questa disparità e spero che in futuro le cose possono cambiare in maniera radicale.
tavalazzi-daniela2- Quando è nata tua figlia, 9 anni fa, come sei riuscita a non smettere definitivamente con il calcio e a portare avanti questa tua passione?
Quando è nata Ginevra 9 anni fa, avevo 31 anni, ed ero nella mia massima maturità calcistica; la volontà', la passione, la determinazione, le sfide, fanno parte del mio carattere, il recupero è stato facile e non ha pregiudicato la mia carriera calcistica.
- Come mai secondo te in Italia ci sono pochissime calciatrici mamme?
Quando si arriva ai massimi livelli per un'atleta è difficile coniugare lo sport con la famiglia ma non impossibile, immagino che questo possa essere uno dei motivi.
- E' facile essere una mamma calciatrice? Per la mia esperienza personale: ho una bimba che si adatta ad ogni mia esigenza, ovviamente dopo aver soddisfatto le sue di esigenze in primis. Ginevra ha un bel carattere sempre dinamica ed allegra, ci sono dei patti tra di noi, io vado incontro a lei, e lei viceversa con me. Sotto certi aspetti e' davvero brava, per altri lasciamo perdere, non mette mai in ordine niente, è molto disordinata, ma riuscirò a metterla in riga.. altra sfida personale.
- Quanto sei rimasta ferma dopo la nascita di tua figlia? E' stata dura ricominciare?
D
opo una settimana correvo già e tre settimane dalla nascita di mia figlia ero già regolarmente in campo ( partita ufficiale ) con la squadra di Club. La mia gravidanza è stata regolare e quindi il recupero è stato facile.
- Raccontaci una giornata tipo di una mamma calciatrice.
Mi sveglio regolarmente alle 7 per portare mia figlia a scuola, Ginevra fa la quarta elementare.
Dalle 8 alle 10 riordino la casa. Dalle 10,30 alle 12,30 collaboro nella parte rieducativa in campo ai giocatori professionisti per l'Isokinetic di Bologna. Il pomeriggio mi occupo della parte organizzativa del settore giovanile e preparo gli allenamenti per le ore successive. Alle 16,45 vado a prendere Ginevra a scuola.

Dalle 17,30 all 19 ho gli allenamenti con la scuola calcio e due sere alla settimana dalle 20 alle 22 ho anche gli allenamenti della prima squadra.



- Perché secondo te in Italia il calcio femminile trova poco spazio nei media e non è valorizzato?
Perché in Italia il calcio maschile è definito lo sport nazionale togliendo spazio ed interesse agli sport minori qualunque essi siano, poi il business trasporta tutto e tutti in un unica direzione dimenticando valori molto più' importanti.
Solo i risultati ottenuti ti danno la possibilità' di avere più' visibilità'.. cioè' se vinci i Mondiali o un Olimpiade.. ecco che si accorgono di te.. ma perché' questo avvenga bisogna lavorare alla base ( nel settore giovanile ad esempio).

- Tua figlia pratica il calcio come sport, cosa speri per il suo futuro e per il calcio femminile in Italia?
Mi figlia gioca nella categoria Monelle, ma pratica anche il tennis. Per il suo futuro spero che stia bene di salute e che sia sempre serena e felice. Per il calcio femminile mi auguro un cambio radicale.

- Ti piacerebbe allenare una squadra di serie A? Hai il diploma Uefa B ?
Sinceramente non ci ho mai pensato e in questo momento mi concentro nel mio percorso di crescita: essere una buona allenatrice. E' un insieme di aspetti, fattori e componenti a me sconosciuti fino a qualche anno fa. Ora ho più' consapevolezza di come e cosa voglio diventare, l'esperienza che sto facendo mi sta dando più' sicurezza. per poter scegliere in futuro le mie nuove sfide. Si ho il patentino Uefa B.
- Per rilanciare il calcio femminile in Italia dove si deve puntare e dove si può migliorare?
Per far crescere il nostro movimento in Italia bisogna coinvolgere i grandi Club. Noi abbiamo già una affiliazione con il Bologna FC per il settore giovanile, nell'arco di due anni abbiamo già all'attivo cento bambine iscritte, per 6 campionati ovviamente divise per le varie categorie. Poi ci vorrebbe una prima squadra femminile nei grandi Club e sono convinta che sarebbe un bel mezzo per abbattere le barriere, già da troppo tempo presenti, permettendoci così di non rimanere indietro rispetto ad altri Paesi, molto più evoluti rispetto a noi Italiani; oltre a permettere alle ragazze di avere migliori strutture ed allenatori competenti e preparati.

Ringrazio Daniela per la sua disponibilità e per il racconto delle sue esperienze calcistiche, le auguro un futuro ancor più roseo nel mondo del calcio femminile.

Laura Pressi

Author: Laura PressiEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Firenze, n. 6032 del 15 Settembre 2016, con direttore Giancarlo Padovan di proprietà di Pettinati Editore.

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