Giovedì, 29 Luglio 2021
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Sport, Fabbisogno energetico, dieta Zona (seconda parte)

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dietazona parte2
Nella prima parte di questo articolo
abbiamo visto le variabili che determinano il fabbisogno energetico nello sport ed in particolare abbiamo parlato di una stima del fabbisogno nel calcio femminile.
Ogni calciatore, così come ogni sportivo, sia amatoriale che professionista, sa bene quanto siano importanti sia il duro allenamento che la disposizione tattica per vincere una partita. Purtroppo, a volte, l’alimentazione viene trascurata o si utilizzano concetti “vecchi” non più al passo della ricerca scientifica attuale.

Ciò che viene assunto nella dieta quotidiana, che si stia giocando o semplicemente allenandosi od anche se siamo in vacanza e ci riposiamo, influenza il livello di energia, le prestazioni e la salute complessiva. Riguardo a quest’ultima dobbiamo ricordare che gli effetti di protratti errori alimentari o di allenamento (vedi il caso dell’Overtraining) si vedranno solo dopo un po’ di tempo. Un buon motivo per non fare sbagli ma per pianificare accuratamente la dieta

Il calcio è uno sport caratterizzato da un elevato dispendio energetico che è superiore solo in alcune altre attività sportive come il ciclismo agonistico, la canoa a remata vigorosa, e si colloca tra i valori più elevati per quanto riguarda gli sport di squadra, dato il lavoro ad alta intensità che è di tipo intermittente, anaerobico/aerobico alternato. In genere i calciatori, durante una parte consistente della partita, sono coinvolti in attività fisiche abbastanza blande, quali il riposizionamento in campo al termine di un’azione ed il pressing poco accentuato. Ma nel corso della partita si verificano anche numerose situazioni di sforzo più intenso, come scatti alla massima velocità e spostamenti veloci. Un giocatore mediamente può arrivare a percorrere 10-13 km durante una partita e questo avvicina molto il calcio ad uno sport di resistenza. Ovviamente quanto appena detto dipende anche dai diversi ruoli.

Come far fronte al fabbisogno di circa 800/900 K.cal. a partita di cui abbiamo parlato nel  numero precedente di questo articolo?

Proviamo a visualizzare, solo a titolo di esempio, l’equivalente in spaghetti di questa energia.

900 K.cal. equivalgono a quasi 2,5 etti di spaghetti crudi.

Proviamo ad immaginare, sempre e solo a titolo di esempio, cosa succederebbe alla calciatrice che decidesse di mangiare circa due etti e mezzo di spaghetti prima della partita.  Stiamo parlando di spaghetti ancora crudi, che una volta cotti diverrebbero all’incirca 6 etti di pasta , un poco più o un poco meno in base al tempo di cottura.

Alcuni effetti sono facilmente immaginabili a tutti, ma c’è una reazione che non è immediatamente visibile ma che avviene dentro di noi. Dato che la pasta contiene circa il 75% di carboidrati, la nostra calciatrice dell’esempio finirebbe con l’ingerire quasi 200 g di zucchero (si, anche le farine di pane e pasta sono zuccheri). Questo farebbe salire rapidamente la Glicemia, cioè lo Zucchero nel sangue e di conseguenza verrebbe prodotta molta Insulina per ridurre il livello della Glicemia.

Solo una piccola parte di questa energia verrebbe realmente usata  dato che una parte verrebbe accumulata come grasso ed allo stesso tempo il livello degli zuccheri nel sangue scenderebbe sotto i livelli standard per un fenomeno detto Ipoglicemia reattiva. In pratica la nostra calciatrice, proprio nel bel mezzo della partita, si ritroverebbe paradossalmente ad avere fame, con poca energia ed allo stesso tempo infiacchita.

Nei prossimi articoli vedremo come gestire l’alimentazione e gli errori da evitare, oltre a vedere come  possiamo organizzare i nostri pasti in Zona anche con metodi empirici che non obbligano a pesare tutto

Per approfondire puoi leggere:

Fabbisogno Energetico. Da cosa dipende?

Consumo energetico e sport

Firmato Gabriele Buracchi. Biologo Nutrizionista

Dott. Gabriele Buracchi
Author: Dott. Gabriele BuracchiWebsite: http://dietazonaonline.com/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biologo Nutrizionista Psicologo
Gabriele Buracchi, si è laureato in Scienze Biologiche e successivamente in Psicologia presso l’Università di Firenze, con un perfezionamento universitario presso l’Università di Parma, lavorando per molti anni presso vari ambulatori della Toscana come Nutrizionista e Psicologo. È stato Professore a Contratto presso l’Università di Pisa ed è autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative. Vedi Curriculum completo: http://dietazonaonline.com/curriculum-vitae-dott-buracchi



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Testata giornalistica registrata al Tribunale di Firenze il 15 settembre 2016  n. 6032.
Direttore Walter Pettinati - PROMOITALIA Editore.