Mercoledì, 22 Maggio 2019
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"Nina" non aver paura di tirare un calcio di rigore: È scienza!

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Solo una lotteria? Nulla di più sbagliato: questo si evince secondo studi approfonditi.
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Per chi crede nel destino, nel fato, o più banalmente nella casualità, quanto segue non ha ragione di esistere. Eppure la matematica non è un'opinione e certi numeri spesso dicono più di quanto si voglia credere. Fra gli argomenti eternamente più dibattuti nel mondo del calcio vi sono i rigori: la loro natura, il loro esito, la giustizia e veridicità di un risultato deciso secondo molti dalla sorte, nulla di più. Poi c'è il partito di chi crede fermamente negli 11 metri come massimo riassunto dello sporto, che ti mette alla prova a livello mentale, ancor prima che tecnico: con te stesso, prima ancora che con il tuo avversario. Nel mezzo, c'è la scienza ed alcuni dati statistici che sembrerebbero lasciar intende che i rigori siano tutt'altro che una mera lotteria.

Tutta colpa o tutto merito, dipende dai punti di vista, del Professor Igacia-Palacios Huerta della London School of Economics che si è preso la briga di analizzare ben 1.343 dei calci di rigore calciati in 129 partite terminate in parità. Un dato abbastanza ampio per trarne campioni più o meno attendibili, che possano andare oltre la casualità. Fra i dati più clamorosi pubblicati in esclusiva da sports.bwin.it emerge quello secondo cui oltre il 60% delle vittorie di una squadra dipendono dall'aver cominciato per primo la lotteria dei rigori, ovviamente realizzandolo. Il fattore nervoso durante l'esecuzione dagli 11 metri è ovviamente fondamentale: il 76% dei rigori a fine partita vengono realizzati, contro l'85% nei 120 minuti regolamentari.


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Si passa da "consigli statistici" puramente psicologici ad altri più tecnici ed apparentemente ovvi: non voltare le spalle alla porta, evitare giochi di sguardi col portiere o attendere un attimo dopo il fischio dell'arbitro prima dell'esecuzione. Quest'ultimo dato è degno di nota: il 57% di chi comincia la rincorsa un decimo dopo il fischio segna, rispetto all'80% di chi si prende un decimo in più. Oltre l'80% dei rigori calciati in uno dei due angoli alti della porta risultati realizzati, mentre il portiere restando centrale ha il doppio delle probabilità di parare un rigore. Esiste anche un dato statistico del Professor Huerta secondo cui vestiti di rosso si hanno maggiori possibilità di neutralizzare un rigore, così come è "obbligatorio" esultare dopo aver segnato, visto che l'82% di coloro i quali lo fanno generano feedback positivo sui compagni che andranno successivamente a calciare dal dischetto.

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Tutto questo, come è possibile rapportarlo al calcio femminile, sempre più in ascesa negli ultimi anni? Quanto cambierebbero queste percentuali? Entrando in gioco fortemente l'aspetto mentale, è possibile che determinati numeri legati prettamente all'approccio psicologico nell'esecuzione di un rigore siano più variabili. Anche in questo caso però tutto dipende dalla natura emotiva dell'atleta, quanto è capace di mantenere la freddezza giusta per un'esecuzione tecnica corretta. Tendenzialmente l'aspetto nerovo nelle donne è più altalenante e meno stabile che gli uomini, portando dunque ad una percentuale di realizzazione più bassa dagli 11 metri.

Author: redazioneEmail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Firenze, n. 6032 del 15 Settembre 2016, con direttore Giancarlo Padovan di proprietà di Pettinati Editore.

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