Giovedì, 17 Ottobre 2019
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Note Tecniche sulla base del modulo 4-2-3-1

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elemen1pLe pagine che seguono sono personali riflessioni ed un analisi sul modulo 4-2-3-1 relative al fascicolo consegnato ed analizzato durante il ritiro del  CF Sudtirol A Vipiteno ( campionato 2010). In queste pagine ho cercato di analizzare un possibile modulo utilizzando un metodo intuitivo di comunicazione basato su schemi e disegni . Oltre al modulo indicato sono espressi i concetti principali del gioco a zona e altri elementi di tattica collettiva. Alcuni temi trattati potrebbero essere stati studiati per la formazione a cui erano rivolti.  Per eventuali chiarimenti, delucidazioni, critiche ...sono a completa disposizione.

Genta Roberto

Questo modulo risulta essere nell’ ambito calcistico molto usato per la propria versatilità e permette in condizioni di un numero di giocatori prettamente dedito all’ attacco e quindi con caratteristiche  offensive di poter giocare contemporaneamente in una rosa schierata.

Tale modulo risulta estremamente offensivo in fase di possesso e fortemente difensivo in fase di non possesso. Il modulo richiede la presenza di 2 laterali di centrocampo (trequartisti laterali) molto resistenti e di una prima punta fisicamente molto forte in grado di effettuare sponde  e 1-2 con  i 3 trequartisti posti dietro di lei. Questo modulo privilegia i fraseggi corti e veloci al lancio lungo per la presenza di una sola punta che non sarebbe in grado di garantire la profondità e quindi lo scavalcare il centrocampo ed attaccare con quella tattica risulterebbe poco produttivo. In fase di non possesso questo modulo si trasforma   in un 451 oppure in un 4411 per via dell abbassamento delle 2 mezze punte laterali .

mentre in fase offensiva puo diventare un 433 oppure il canonico 442

Il modulo 4231 è posto su 4 linee a differenza ad esempio del 442 e questa caratteristica facilita lo scaglionamento offensivo. Anche in fase difensiva ci troviamo più linee di marcamento e questo implica maggior difficoltà da parte degli avversari nel penetrare in direzione della nostra porta.

 

 

Questo tipo di modulo considerato da moltissimi molto statico è ottimo per le formazioni meno tattiche che hanno poco tempo per provare schemi e risulta adatto a ricoprire il campo in maniera omogenea.

I 4 difensori in questo modulo risultano ancorati ed anche la sovrapposizione con uno dei laterali di centrocampo molte volte risulta poco adatta in quanto   questi centrocampisti ( trequartisti) normalmente sono mezze punte non in grado di rientrare ed attuare una fase difensiva specifica.

Probabilmente avremmo nella linea dei 3 centrocampisti delle mezze punte alle quali verrà chiesto ( soprattutto ai 2 laterali ) di rientrare in maniera efficace in fase di non possesso ( anche il centrale dei 3 ma quello risulterà meno importante rispetto agli altri 2) per questo il centrale con i 2 laterali potranno cambiarsi con lo scopo di gestire le forze nel miglio modo possibile.

Nel caso avvenga una sovrapposizione sarà il mediano che dovrà rientrare nel comparto difensivo ricostruendo una linea difensiva a 4 . Nel caso avvenga una transizione negativa e il terzino fosse impossibilitato a rientrare in tempo utile , il mediano si butterà nella linea difensiva e la mezzapunta, se piu arretrata rispetto al terzino, andrà nella posizione del mediano.

Nella figura sotto sono riportati i movimenti relativi al cambio di ruolo nel caso di transizione negativa.

La mezza punta dalla parte del terzino scivola nella zona mediana e il terzino diventato mezzapunta ricoprendo temporaneamente quel ruolo.

Comunque viste le caratteristiche che dovrebbero avere i 3 centrocampisti ( prettamente offensive ) risulta poco risolutivo ed efficace utilizzare un terzino per la sovrapposizione anche se questo tipo di scelta non viene esclusa a priori.

I 2 mediani avranno ruolo sia nell ‘impostazione del gioco con palla alla nostra difesa sia e soprattutto in fase di non possesso palla mettendo una barriera importante davanti alla nostra difesa.

In fase di non possesso le 2 mezze punte laterali e teoricamente anche quella centrale (molte vole non risulterà possibile)  , dovranno categoricamente eseguire la regola del sotto la linea della palla costruendo cosi un muro difensivo a 9 giocatrici.

Naturalmente questi giocatori dovranno essere fortemente allenati sulla resistenza e sulla velocità e per questo motivo la preparazione atletica sarà intensiva e settoriale.

In fase di possesso palla le 3 mezze punte entreranno a far parte  del comparto offensivo rendendo evidente l’agressività del modulo utilizzato che metterà per morfologia in difficoltà le difese avversarie. Nel caso di contropiede i 2 centrali mediani saranno in grado di rallentare l’offensiva avversaria e coprire le vie centrali , spesso cercando di rallentare il gioco avversario con il chiaro intento di far rientrare le mezze punte .

Nel caso di squadra troppo lunga (nostra) la prima punta che ricevera palla si troverà senza possibili soluzioni di appoggio e non potrà che affrontare un 4 contro 1 o un 3 contro 1 , situazione che naturalmente risulterà poco produttiva. Per questo motivo un obiettivo della nostra formazione sarà quello di tenere sempre la squadra molto corta . (il modulo 4231 facilità questa situazione)

La punta nel modulo descritto difficilmente potrà affrontare una difesa schierata a 4 o a 3 , quindi spesso dovrà utilizzare lo scarico sui 3 centrocampisti ( mezze punte ) che poi potranno continuare l’azione e magari con un 1 2 rimettere in gioco la prima punta che nel mentre si sarà inserita tra le linee.

Come da figura (sotto) il passaggio alla punta genera profondità , la punta con un contro movimento si dovrà avvicinare alla palla ( ricevuta da un mediano o da un centrocampista) scaricare di prima e passando dietro la schiena farsi servire nel corridoio.

La creazione del corridoio deve essere gestita e generata dalla mezzapunta destra che posizionandosi come in figura sotto tiene largo il difensore e comunque crea un possibile passaggio alla mezzapunta centrale.

Altra soluzione d’attacco  sempre con sponda della prima punta:

In questo caso il trequartista laterale darà palla alla prima punta (che verrà incontro) , la stessa scaricherà sul trequartista centrale che nel corridoio darà palla a colui  che ha innescato l’azione. Nella figura sotto vediamo un altro tipo di azione sempre legata al principio dello scarico da parte della prima punta. Il laterale destro darà palla alla prima punta che si avvicinerà , scaricherà sul centrale il quale darà palla al laterale di sinistra nel corridoio. Il laterale sinistro potrà decidere la traiettoria migliore di inserimento.

Azione piu semplice e rapida fatta solo con una triangolazione  tra il possessore palla e la prima punta. (Vedi figura successiva)

Il laterale da palla alla punta e si butta nel corridoio ricevendo palla sulla propria corsa. Vediamo altri possibili movimenti d’attacco: in questo caso un centrocampista laterale ha portato palla verso il fondo del campo e si trova a dover decidere delle soluzioni…il centrocampista opposto cerca il secondo palo, la prima punta  si indirizza verso il centro della porta tendente al primo palo ( salvo indicazioni diverse a seconda delle caratteristiche proprie), il centrocampista centrale (trequartista) , si posiziona sul vertice dell’ area grande e il mediano destro si mette in appoggio al portatore di palla, mentre il mediano dentro si posizione al centro del campo dando copertura in caso di transizione.In questo caso il portatore palla potra : mettere palla sul secondo palo, appoggiare sul vertice dell arae grande trovando il centrocampista laterale, appoggiare al mediano destro, dare  palla alla prima punta al centro della porta.

Sotto sono riportate le possibilità che ha la mezzapunta in quella posizione e in base a quella posizione i vari giocatori devono rispettare il proprio ruolo e di conseguenza la propria posizione. Questi movimenti studiati a tavolino servono per iniziare un nuovo concetto definito “gioco a memoria”

Alcune note difensive:

“la nostra formazione non effettua la regola del fuorigioco”

la nostra formazione dovra curare particolarmente la fase difensiva ed essere in grado di opporre alle formazioni avversarie un numero elevato di giocatori sotto la linea della palla. Per fare questo è neccessaria una buona condizione atletica legata ad una particolare resistenza e velocità sulle transizioni negative.

Il concetto del “sotto la linea della palla” deve essere visto come un obiettivo da raggiungere, perche troppe volte chi si trova superato non effettua la pressione o si posiziona in maniera utile alla formazione.

Vediamo i principi di marcamento della zona:

il movimento relativo all uscita della diagona difensiva va eseguito come in figura , con il terzino che affronta il portatore palla, 1 centrale uscito a fare la diagonale e il terzino opposto rietrato al posto del centrale difensivo.

 

La diagonale che noi facciamo prevede i 2 ultimi di diagonale perfettamente in liea tra loro e non l’ultimo spostato piu in alto.

 

 

Vediamo ora il movimento da eseguire nel caso venga saltato il terzino andato a fare l’intercetto al portatore palla:

In questo caso il terzino viene saltato e spesso assistiamo alla rincorsa poco produttiva del saltato verso il portatore palla. Il movimento che chiediamo al nostro terzino è quello di buttarsi nella diagonale (indebolita) e ricreare quindi una situazione di copertura ottimale. Vediamo ora come schierare la difesa in caso di attacco centrale: Nel caso di attacco centrale la difesa si chiude e crea 2 linee difensive molto strette. Esce il centrale piu vicino e dietro si crea un triangolo difensivo.

Nel caso il portatore palla passi ad un proprio compagno laterale lo schieramente subirà la seguente modifica. Esce l’altro centrale difensivo, rientra quello che si trovava fuori e si ricompone il triangolo difensivo

In fase di non possesso palla come abbiamo visto il nostro modulo cambia connotati passando da un 4231 ad un possibile 4 4 1 1  ( il 451 difficilmente sarà ottenibile)  e quindi la fase difensiva che analizzeremo sarà quella legata alle 2 linee difensive.

Naturalmente come gia detto le 2 mezze punte in fase di non possesso dovranno rientrare nel comparto difensivo.

Vediamo ora i movimenti in relazione alla posizione della palla. Primo esempio è un attacco da sinistra dove vediamo che i 2 trequartisti si sono disposti sotto la linea della palla ed hanno creato una diagonale speculare .

Questa naturalmente è la situazione migliore dove i trequartisti hanno avuto il tempo di rietrare, ma nel caso fosse avvenuta una transizione dal possesso al non possesso la situazione potrebbe essere la seguente:

In questo caso vista la disposizione 4 2 ci troviamo anche in situazione di transizione ad avere comunque 6 giocatori sotto la linea della palla ( i mediani in questo modulo sono molto difensivi) .Il trequartista vicino andra a fare pressione, gli altri 2 cercheranno di conquistare la posizione nella diagonale difensiva in tempo breve.

Vediamo ora l’uscita per intercettamento centrale: in questo caso le mezze punte hanno avuto il tempo per creare le 2 linee difensive e per questo notiamo una disposizione difensiva tipica del modulo 442 con il reparto difensivo in linea e il centrocampo con la disposizione a trinagolo.

Nel caso sotto raffigurato si nota il ritardo di posizionamento delle mezzepunte laterali, dovuto probabilmente ad una transizione negativa. In questo caso il compito del mediano piu vicino è quello di uscire con il chiaro scopo di temporeggiare ed attendere quindi l’aiuto delle mezzepunte laterali, solo dopo potrà iniziare un’ azione di ricerca del possesso palla.

Altra situazione possibile risulta quella evidenziata nella figura sotto dove il centrale difensivo si trova a dover intraprendere un 1 contro 1. In questo caso il centrale dovrà evitare lo scontro diretto ( se non sicuro di rubare palla) ma mantenendo una distanza di non puntamento dovrà solo temporeggiare aspettando la copertura da parte della giocatrice piu vicina e lo schieramento della difesa oltre alla pressione del mediano.

Sotto possiamo vedere come il temporeggiamento del centralle abbia permesso alla difesa di schierarsi

Vediamo ora il caso nel quale l’avversario mettesse ( come faremmo noi del resto) una prima punta molto alta nella nostra linea difensiva. Vedi figura sotto

In questo caso ricevendo palla la prima punta si trova a fare un uno contro uno e quindi creare una situazione per noi molto pericolosa. L’altro centrale dovrà guadagnare spazio ( al momento del passaggio tra il centrocampista e la punta avversaria) e posizionarsi in modo di creare gia al momento del ricevimento palla della punta una seconda linea difensiva. Naturalmente anche i terzini dovranno posizionarsi a seconda della necessità .

Naturalmente questa sistemazione di ruoli dovrebbe essere aiutata dalla stessa punta che normalmente andando verso la palla creera automaticamente la doppia linea difensiva.

LE RIPARTENZE:

Vediamo ora una situazione particolare:   in questo caso il terzino destro ha possesso palla e viene pressato da un giocatore avversario. Una delle giocate che possiamo fare è quella chiamata a mezzaluna come raffigurato in figura sotto.

In questo caso comunque uno dei 2 mediani avrebbe dovuto avvicinarsi per permettere il passaggio scaglionato in profondità e di conseguenza come raffigurato sotto la mezazapunta destra avrebbe dovuto prendere campo aspettando il passaggio. Questa descritta è una tipologia di ripartenza che dovrà essere applicata. Vedi figura sotto

Vediamo ora come potrebbe continuare questa ripartenza con un azione scaglionata che prevede lo scarico della punta per la mezza punta centrale.

Naturalmente come raffigurato è fondamentale che chi riceve palla faccia un movimento contro la palla e non si fermi ad aspetttare il pallone.  Il mediano che riceve palla se marcato ed impossibilitato ad effettaure un passaggio alla mezzapunta destra ( sara avvertito dal compagno che indicherà la marcatura vicina ) dovrà effettuare una manovra di scarico e si cercherà la ripartenza dalla parte opposta. Vedi figura sotto

Il passaggio al mediano ricordiamo che andrà eseguito in totale sicurezza perche la perdita di palla in quella posizione metterebbe la nostra formazione in difficoltà nella parte di campo piu pericolosa  (parte centrale ). Il movimento del mediano dovrà assere eseguito con una corsa verso il portatore di palla con tempi e spazzi rapportati all azione.

Sopra vediamo un passaggio del terzino al mediano che con il giusto movimento si è avvicinato al portatore di palla ed essendo libero puo innescare una azione in profondità (a differenza del caso precedente dove ha dovuto scaricare indietro).

Vediamo ora nel caso di pressione avversaria come guadagnare profondità senza rischiare:

nella figura sotto vediamo che il possessore di palla risulta marcato e il passaggio alla punta potrebbe venire intercettato e per questo motivo si sconsiglia tale siluzione .

Vediamo ora come poter ottenere lo stesso risultato senza pero rischiare l’intercettamento da parte dell avversario.

I giocatori che non hanno palla dovranno mettersi a disposizione del portatore in modo da dare soluzioni facili ed efficaci.

Vediamo ora un altro movimento tipico che spesso viene eseguito in maniera sbagliata e che chiude la strada al possessore di palla.

Come si nota in figura sotto, il terzino che porta palla si trova con un centrocampista o una mezzapunta che impedisce la progressione  . Il centrocampista o mezzapunta non scappando chiude il campo e spesso si posiziona in maniera da ricevere palla, ma questo passaggio facilita l’azione di marcamento da parte delle formazioni avversarie. Il centrocampista o mezzapunta dovra invece allargarsi ed allontanarsi dal portatore aspettando eventulamente una triangolazione con il mediano destro.

ATTACCO ALLA DIFESA:

Vediamo ora di analizzare un concetto per molti aspetti nuovo definito con il termine attacco alla difesa che nel nostro modulo puo essere inserito perfettamente.

Normalmente quando un nostro centrocampista con palla al piede è rivolto verso la nostra porta, la logica sa si che la squadra avversaria salga , mentre con palla rivolta verso la porta avversaria si metta in copertura quindi scenda.

Ora se nella fase di salita della formazione avversaria facciamo un traversone sulle mezzepunte che preventivamente sono  partite , possiamo innescare una azione fortemente imprevedibile.

Naturalmente la metodologia del langio alle punte deve essere analizzata e provata per evitare che il lancio possa essere intercettatto e possa generare una transizione negativa ( perdita palla).

 

 

 

 

RINVIO DEL PORTIERE AVVERSARIO

Nel caso di un rinvio del portiere avversario dovranno essere i nostri mediani a provare l’intercetto palla riuscendo cosi ad avere spalle coperte  ( nel caso di mancato intercettamento) da parte del nostro reparto difensivo.

La prima punta dovrà rimanere molto alta e nel caso di intercetto i trequartisti dovranno intraprendere una veloce azione d’attacco.

DISPOSIZIONE SU CALCIO D’ANGOLO AVVERSARIO

Vediamo ora la disposizione che la nostra formazione dovrà assumere nel caso di calcio d’angolo a sfavore.

Una giocatrice si posiziona sul primo palo, 2 giocatrici si posizionano al centro dell area senza marcatura e con il solo compito di intercettare palla , fuori dall’area una giocatrice si posiziona nella mezzaluna e controlla le avversarie posizionate fuori area ( a zona ) , tutte le altre giocatrici praticano un marcamento a uomo stretto all interno dell area di rigore.

Nel caso la prima punta dovesse tornare nella nostra erea sul corner avversario ( per via di eventuali doti aeree )  , la mezzapunta ritenuta piu veloce andrà a posizionarsi a posto della prima punta .

 

 

CALCIO D’ ANGOLO A FAVORE

Vediamo ora come ci posizioniamo sui calci d’angolo a nostro favore.

Anzitutto può avvenire che un nostro difensore venga invitato ( viste le proprie doti di colpitore di testa) ad andare sul corner ed in questo caso possiamo fare 2 scelte. Possiamo lasciare una difesa a 3 oppure far scendere un mediano e riproporre quindi lo schieramento con 4 giocatrici difensive (scelta dettata dal mister a seconda delle esigenze).

Detto questo vediamo come si dovrà posizionare la nostra formazione sul calcio d’angolo a favore.

Come notiamo in questo caso una giocatrice garantisce l’eventuale corner lungo posizionandosi sul secondo palo (punto di arrivo), una sul primo palo garantendo eventuale palle corte che potranno ,d’anticipo ,essere posizionate in rete o spizzicate in area . Una giocatrice garantirà il centro della area , un’altra si posizionerà tra il centrale e la giocatrice posta sul secondo palo. Una giocatrice si posizionerà fuori area di rigore , mentre una darà appoggio al battitore ( questo passaggio risulta essere molto interessante perche in grado di far uscire la difesa)

In figura sopra vediamo come il passaggio all’appoggio del battitore ( che dovrà non trovarsi già li, ma dovrà arrivare tempestivamente)  può creare scompiglio in area spostando il baricentro difensivo verso il nuovo portatore palla. Imprevedibile ed efficace in questo caso sarebbe una palla posta sul secondo palo che troverebbe l’avversario in controtempo.

Altri articoli: Il gioco a zona

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Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Firenze, n. 6032 del 15 Settembre 2016, con direttore Giancarlo Padovan.

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