Lunedì, 23 Settembre 2019
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FABIANA, OVVERO QUANDO IL SUCCESSO E' DONNA!

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FABIANA, OVVERO QUANDO IL SUCCESSO E' DONNA! Il suo è un caso più unico che raro: una sorta di mosca bianca del calcio dilettantistico non crediamo solo provinciale, ma anche nazionale (è da verificare questa seconda ipotesi). Fabiana Comin, ex portiere della Nazionale di calcio femminile, ed ex scudettata col Bardolino, è riuscita nel triplo trionfo: 1) di far vincere un titolo provinciale a una società, l'A.C. Garda, dove è da secoli difficile fare calcio, ancor più con i giovani del paese impegnati nelle strutture locali alberghiere; 2) trionfare con una categoria delicata – quella degli Juniores – dove il passaggio da ragazzo ad adolescente-uomo comporta normalmente un abbandono al calcio; 3) è una donna che trionfa alla guida di maschi. Fabiana Comìn è come una “chioccia” adorata, attorniata com'è da tutti i suoi attenti pulcini, quando viene da noi intervistata: il successo non le ha dato alla testa. 1) di far vincere un titolo provinciale a una società, l'A.C. Garda, dove è da secoli difficile fare calcio, ancor più con i giovani del paese impegnati nelle strutture locali alberghiere; 2) trionfare con una categoria delicata – quella degli Juniores – dove il passaggio da ragazzo ad adolescente-uomo comporta normalmente un abbandono al calcio; 3) è una donna che trionfa alla guida di maschi. Fabiana Comìn è come una “chioccia” adorata, attorniata com'è da tutti i suoi attenti pulcini, quando viene da noi intervistata: il successo non le ha dato alla testa. E' solo preoccupata – giustamente – della prossima collocazione, visto e considerato che è difficile far calcio per una donna, e che gli Juniores gardesani si smembreranno tra chi ancora rimane, tra chi è promosso alla Seconda categoria, e tra chi sarà costretto ad emigrare o addirittura, nelle peggiori delle ipotesi, a dover staccar la spina. Fabiana, mal che possa andare, di sicuro preparerà i portieri dell'A.C. San Zeno Vr del riconfermato mister Walter Bucci. Sappiamo che ha già avuto la richiesta di guidare anche gli Allievi dell'Ambrosiana, ma, tutto pare sembra essersi arenato. “La nostra” ripercorre le tappe del trionfo Fabiana “è stata un'avventura indimenticabile. Come indimenticabile è stata quella volta che al campo, la prima volta, mi sono visto arrivare 14 giocatori, di cui 4 sono stati subito vampirizzati da Devis Cardi per la Prima squadra. Addirittura, contro l'Ambrosiana, che assieme alla Montebaldina ci ha dato del filo da torcere fino alla fine, i rosso-neri si sono presentati in 26 contro i miei 14 atleti. Mi sono detta: adesso mollo, che ci sto a fare qui io?”. Già, 14 giocatori, “di cui ben 4 infortunati” aggiunge Fabiana, portandosi ancora adesso come allora le mani sui capelli. Fabiana è una sorta di seconda mamma, burbera benefica come una matrigna; ma, mettetevi voi al suo posto, a far ragionare 14 ragazzi che non erano mai stati abituati a un certo rigore e a una certa morale calcistica. “In più” aggiunge la trevigiana Comin “mi sono ritrovata senza centrocampo, contando su soli esterni e su tutti difensori. Tant'è che siamo partiti col 3-4-1-2, poi, siamo passati al 4-4-2, quindi, al 4-3-3, e, infine, all'”albero di Natale” di Ancelotti il 4-3-2-1-. Ricordiamo, per onor di cronaca, che il Garda ha battuto in semifinale il San Marco Borgo Milano dei mister Luca Balestriero e Emanuele Battocchio (andata 3-2 per il Garda, ritorno 1-4 a San Marco) e in finale il Real Monteforte (2-1 sul lago) e 0-3 là da loro; con 4 reti realizzate da quella “boa” che risponde al nome di “Pierino Prati” Alberto Zanolli, classe 1990, nipote d'arte (di Vittorino Zampini). “Ho proposto 3 allenamenti settimanali” precisa la trainer trevigiana “ma quasi tutti sono accorsi lo stesso alle 3 sedute atletiche”. Per gli Juniores ha parlato il capitano Davide Marzari: “All'inizio, per poco non ce la facevamo sotto: gulp!, una donna: questa ci farà morire, garantito al limone!”. “Ci ha abituato al grande caldo di maggio, facendoci indossare la tuta completa. Ma è stato anche bello allenarsi a suon di musica. Però, terminato l'allenamento, tutti ci davamo appuntamento al bar”. Figuriamoci, figuratevi, mai come le vittorie e il primo posto sono riusciti a cementare il gruppo. Ma, c'è stato un momento in cui anche Fabiana Comin è stata messa in discussione dal collettivo rosso e blu, dalla “banda Bassotti” lacustre: “Sì, è vero: è successo dopo una pesante sconfitta (5-1) patita a Peschiera e, per fortuna, poi da noi vinta a tavolino perché gli avversari avevano impiegato più fuori-quota. Comunque, quella volta avevo sbagliato in pieno la formazione. Ci siamo ritrovati a parlarne tutti assieme, ho ammesso le mie colpe, e poi ci siamo rituffati in campionato con ancora più grinta e carica. Credo che sia costruttivo che quando un mister sbaglia abbia il sacrosanto dovere di ammetterlo, o no?”. Gli Juniores gardesani, campioni provinciali di categoria, sono migliorati anche nella Coppa Disciplina: “Siamo arrivati” specifica la Comin “13mi, e risultando alla fine fra i più disciplinati”. “Fosse stato un uomo” tuona uno dei giocatori più depilati nella lingua “quella volta dello sbaglio sarebbe stata l'occasione per mandarla a quel paese. Invece, la Fabiana si è fatta rispettare e ha meritato subito, con la sua ammissione di errore, la nostra già grande fiducia”. Quando Fabiana parla, i ragazzi, attorno al tavolo, continuano a fissarla estasiati: sembra che pendano tutti dalle sue labbra, che se lei schioccasse le falangi, potrebbe ottenere questo e altro dai suoi prodi allievi. Anche di tuffarsi nel lago, nella notte più nero del nero inchiostro, e più agitato del previsto. “Se uno tardava a raggiungere gli allenamenti o la partita”, aggiunge un altro giocatore “la Fabiana lo raggiungeva subito al cellulare, ricordandogli con un cazziattone da caserma il disagio che aveva creato al gruppo che l'aspettava. No, da noi, niente multe”. Concessa ai più grandicelli la sigaretta: “Sì, ma” precisa la Comin “escluso le semifinali e le finali. Io posso, come mister, incidere non sulla loro vita privata, ma solo quando lavoriamo sul campo. Un sabato un ragazzo ha accusato, prima di partire con le automobili, un fortissimo ritardo. L'avrei, giuro, ammazzato con le mie mani. Poi, una volta vistolo, ho contato fino a dieci e ho rotto le tasche dei pantaloni con le mani dalla rabbia”. All'inizio la regola delle multe per i più indisciplinati valeva: poi, la norma è andata in prescrizione: “Se andavamo avanti di quel passo” sorride Fabiana “si correva il rischio di... aprire una banca”. La disciplina, oltre al trionfo – come la curiosità – è femmina a Garda: “Li ho subito inquadrati, chiedendo la pulizia e l'ordine nello spogliatoio, dove dobbiamo coesistere tutti il più possibile, e il rispetto verso noi stessi e gli avversari, e per le persone che lavorano per tener pulite le docce e lo stanzino”. Già, non esiste più – peccato, davvero! - il servizio militare in Italia. Ma, chi volesse assaggiarlo, può farlo chiedendo di essere allenato da mister Fabiana Comin; una donna con i muscoli, o, se preferite, come hanno mormorato dall'inizio dell'intervista fino alla fine i campioni provinciali della categoria Juniores, una donna con i pantaloni. E, fermiamoci qua. Altrimenti, rischiamo di beccare una censura!
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Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Firenze, n. 6032 del 15 Settembre 2016, con direttore Giancarlo Padovan di proprietà di Pettinati Editore.

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