Sabato, 15 Giugno 2019
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Fortitudo Mozzecane, Francesca Olivieri entra a fine partita e salva il risultato, con il Ravenna termina 2 - 2

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Olli ha salvato la partita. Questo può essere il riassunto della gara casalinga con il Ravenna. Dopo il rigore e l’espulsione di Giulia Meleddu, autrice fino a quel momento di una prestazione perfetta, Francesca Olivieri è entrata e ha negato la rete alle avversarie. I portieri gialloblù hanno entrambi risposto presente nel momento del bisogno.

Com’è per un portiere avere la responsabilità di dover provare a parare un rigore decisivo?

«C’è molta responsabilità, però dal momento in cui viene fischiato il rigore al momento in cui lo devi parare passano pochi secondi, per cui non c’è tempo materiale per pensare; cerco solo di concentrarmi su quello che devo fare in quel determinato momento. La responsabilità quindi c’è ma sei talmente concentrato e a mente fredda da non avere pensieri. Per me provare a parare un rigore è una cosa molto stimolante. Ovviamente vorrei che non ci fossero mai rigori contro, ma quando capita non ho paura di doverlo parare anzi ,mi carica di più per la partita».



Dal punto di vista psicologico è risultato difficile entrare senza preavviso e senza il tempo di prepararsi mentalmente per un rigore alla fine del tempo regolamentare?

«Ero abbastanza tranquilla, non sentivo troppa pressione addosso, anche se mancavano pochi minuti alla fine e sapevo dell’importanza del risultato in quella partita. Ero abbastanza sicura di me. Forse il poco tempo a disposizione ha fatto in modo che non pensassi troppo a cosa c’era in gioco, a cosa avremmo potuto perdere; probabilmente questo è andato a mio vantaggio».

Cos’hai pensato quando hai visto il rosso sventolato davanti a Giulia (Meleddu, ndr)?

«Sono saltata in piedi, ho iniziato a spogliarmi ed ero carica come una molla, prontissima ad andare in porta a parare. Il mister mi ha guardata, mi sono alzata e preparata per andare a fare quello che dovevo fare. Le mie compagne mi hanno caricata e mi hanno dato gli ultimi consigli. Sono andata fino alla porta cercando di scaldarmi perchè avevo i piedi congelati. Non mi era mai successo di parare un rigore così; è stata una situazione quasi irripetibile credo: due rigori e due rossi nel finale di partita spero non succeda mai più».

Cosa ti hanno detto le tue compagne a fine partita?

«Tutte mi hanno fatto i complimenti e Giulia e Silvia mi hanno ringraziata per aver risollevato le sorti di una partita che si era messa piuttosto male. È merito delle mie compagne di squadra se siamo arrivate al 90’ sul risultato di parità in una partita così complicata. Giulia, fino a quel momento, ha disputato una partita fantastica e infatti era molto dispiaciuta per una cartellino del genere».

Cosa ne pensi in generale della partita con il Ravenna, forse la più strana giocata fino a questo punto della stagione?

«Sì, è stata una partita strana. Chi l’ha vista di certo non si è annoiato. Penso che il primo tempo sia stato dominato da noi, che eravamo sempre nella loro metà campo. Nella ripresa siamo calate e loro invece sono cresciute. Abbiamo rischiato troppo e alla fine gli episodi sono stati sfavorevoli a noi, ma in ogni caso siamo state brave a tenere il pareggio e a non perdere la testa. Già dopo la prima espulsione la partita si è fatta dura, poi quando siamo rimaste in nove è peggiorata ulteriormente. Anche psicologicamente quando subisci gol su rigore e ti ritrovi con una giocatrice in meno ti butti giù, invece noi non abbiamo mollato. È stata davvero una partita surreale tra nebbia e finale thriller».

Sei stata un’ulteriore conferma di quanto per la Fortitudo siano egualmente importanti le giocatrici che non partono da titolari. Un’arma in più che avete quest’anno?

«Quest’anno penso che siamo veramente forti, poi sarà il campo a parlare. Credo sia difficile per il mister ogni domenica decidere chi mettere in campo e anche chi portare in panchina, anche se gli farà di certo piacere dover scegliere tra tante giocatrici. Il livello è omogeneo, infatti quando entra qualcuna dalla panchina il tasso generale della squadra non si abbassa assolutamente. Nessuna ha paura se deve entrare, anzi una compagna che sale può spaccare la partita e risolverla in situazioni complicate. È il gruppo che fa la differenza. Era importante non perdere. Guardando la classifica, se avessimo perso, saremmo andate a meno 6 punti dal Ravenna e avremmo perduto terreno. Riuscire a pareggiare è stato un gran risultato. Se avessimo vinto sarebbe stato meglio, ma per la direzione che la gara ha preso credo che un pareggio sia una cosa buona».

Riccardo Cannavaro
Foto: Graziano Zanetti Photographer
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Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Firenze, n. 6032 del 15 Settembre 2016, con direttore Giancarlo Padovan di proprietà di Pettinati Editore.

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