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Venerdì, 17 Novembre 2017
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pugnali-luisaParla l'attaccante della squadra femminile perugina: "Mi dispiace per l'addio di Scapicchi, ma Sciurpa conosce l'ambiente e con lui lotteremo per un'altra stagione positiva"
Luisa Pugnali è una delle giocatrici più interessanti del panorama calcistico femminile italiano. Su di lei sono spesso finiti gli occhi di diversi osservatori, ma il suo legame con la Grifo è talmente forte da non essere messo in discussione. Qualche settimana fa i dirigenti del Seattle l'avevano selezionata per uno stage negli Stati Uniti a cui purtroppo ha dovuto rinunciare causa gli esami di maturità. "La scuola in questo momento ha la priorità assoluta – ammette l'attaccante umbra – anche perché con gli esami si chiude un percorso di studi.

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Finale Coppa_Italia_2013_049

Forlì - Incontenibile la gioia delle atlete del Tavagnacco al termine della finale di Coppa Italia che le ha viste trionfare sul Verona. Ai nostri microfoni le impressioni a caldo di due degli assoluti protagonisti, non solo della gara appena conclusa, ma di tutta l'annata delle friulane: Capitan Paola Brumana e Mister Marco Rossi.

Paola, quanto vale questa Coppa Italia?

Vale un'annata di sacrifici e di passione. La nostra forza quest anno è stata il gruppo, senza il quale non si possono ottenere questi risultati. Abbiamo fatto una stagione straordinaria, con una rosa rimaneggiata siamo arrivate seconde in campionato a tre punti e abbiamo portato a casa un titolo che speriamo sia il primo di una lunga serie.

Cosa manca per poter vincere anche il campionato, se manca qualcosa?

Basta solo crederci, perchè abbiamo dimostrato che se ci crediamo possiamo toglierci tante soddisfazioni. Crederci fino in fondo in quel che facciamo e lottare sempre. Noi purtroppo abbiamo buttato via tanti punti sulla carta facili che la Torres non ha perso per strada. Manca forse quello, essere più cattive con le "piccole", perchè con le forti ce la siamo sempre giocata.

Mister Rossi, quanta gioia per questa Coppa Italia, sicuramente meritata?

Io credo che il risultato non faccia una grinza, anzi direi che nel secondo tempo in un paio di occasioni avremmo potuto chiuderla definitivamente. Questa partita come l'avevamo preparata l'abbiamo giocata e quindi devo solo dire che le ragazze sono state davvero brave, come del resto in tutto l'arco del campionato. Non dimentichiamo che non perdiamo dalle ultime dieci gare dello scorso campionato, quindi bisogna essere contenti di quello che abbiamo fatto. Sapevamo che con questo assetto tattico avremmo potuto venir fuori al meglio e in effetti siamo stati premiati. Mi sembra che il risultato alla fine sia giusto.

A questo punto, non potete non puntare allo scudetto per la prossima stagione.

Deve è imperativo... Vincere non è facile. Quest anno ci siamo andati vicini perchè il gruppo è stato molto coeso per tutto il campionato, però ci vogliono anche delle altre condizioni. Non bisogna dimenticare che la Torres si allena al pomeriggio, mentre noi la sera. Sono dettagli che alla fine fanno la differenza. Noi il prossimo anno cercheremo di fare qualcosa di buono. Abbiamo anche la Champions e quindi dovremo tener conto anche di quello. Però se manterremo questo atteggiamento in campo e questa voglia di far bene niente può esserci precluso. 

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fiorucci-corinnaIl centrocampista della Grifo Perugia fa il punto dopo la storica salvezza: "Una grande soddisfazione. Il prossimo anno, se il gruppo non perderà i pezzi, potremo fare ancora meglio"
Corinna Fiorucci è una delle storiche colonne della Grifo Perugia Femminile nonostante la sua giovane età (classe 1989). Milita nella formazione biancorossa da quando ha tredici anni con approdo in prima squadra già a quattordici. Ora è vicecapitano ed è un perno fondamentale della squadra. La "Pirlo" della Grifo, che anche in questa stagione è stata decisiva per la conquista della salvezza: suo il gol su calcio di rigore che è valso il 2-1 temporaneo nello spareggio play-out contro il Fiammamonza. Regista dai piedi vellutati ed allenatore in erba. Da due anni prepara il percorso per un futuro impiego con il settore giovanile e con i maschietti delle formazioni Pulcini.

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rigore Cririgore ManieriVerona - Verona e Torres da ormai un decennio sono sinonimo di grandi emozioni. Prima che le sarde imponessere l'egemonia sul titolo tricolore delle ultime stagioni, erano le scaligere la squadra da battere per eccellenza. Poi come spesso (forse troppo) accade al nostro calcio le società incontrano delle difficoltà e i vertici sono costretti a cambiare timoniere se non a vedere il loro giocattolo sgretolarsi. Questo è accaduto tre anni fa anche all'allora "Bardolino" con gli strascichi che tutti conosciamo. Da allora la rivalità tra gialloblù e Sassaresi non si è mai attenuata, nonostante il ridimensionamento d'organico obbligato sotto l'Arena e il conseguente aumento di divario tecnico tra le due formazioni, nettamente a vantaggio della Torres. Il Verona nelle sfide con la isolane ha sempre messo in campo tutto il possibile, ma la superiorità della squadra allenata prima da Tore Arca e ora da Manuela Tesse era palese. Questo almeno fino a sabato scorso. Certo, le sarde già campionesse d'Italia avevano forse qualche stimolo in meno rispetto alle venete, ansiose di riscattare un campionato decisamente storto, ma i 400 presenti all'Olivieri hanno visto un grande Verona che lottava alla pari contro la Regina d'Italia. Non deve ingannare il risultato sancito solo dai calci di rigore, se una squadra ha meritato il passaggio del turno è stata certamente quella gialloblù. Non ne esce ridimensionata la Torres che rimane ancora la squadra più forte nel panorama nazionale, ne esce però alla grande un Verona che ha dimostrato che con un po' di fortuna in più avrebbe certamente potuto lottare per il vertice anche in campionato.

Di questa bellissima sfida abbiamo chiesto un parere a due delle grandi protagoniste, Cristiana Girelli e Raffaella Manieri.

Cristiana, quanta è la soddisfazione provata dopo il rigore decisivo di Maria Karlsson?

E' stata una liberazione. Quando Maria si è avvicinata al pallone ci siamo rivolte verso l'assistente di linea e abbiamo chiesto "Scusa ma quanto siamo?" e lui ha risposto "Siete tre a due, se segna avete vinto". Io ero sicura che avrebbe segnato perchè era il giusto epilogo dopo tutte le sfortune che abbiamo sofferto in campionato. Abbiamo provato una gioia immensa e adesso speriamo di chiudere in bellezza e di vincere questa Coppa Italia che meritiamo.

Un trofeo che manca da quattro anni...

E' da tanto che non vinciamo qualcosa, l'ultimo trofeo che ho vinto è stato allora. Per me è una gioia immensa poter disputare questa finale, speriamo di vincere, ma sono sicura che ce la possiamo fare.

Raffaella, solo i rigori hanno fermato il cammino in Coppa ad una Torres che comunque ha fatto un'altra grande stagione.

Si si è verificata la stessa cosa che è successa l'anno scorso, quindi direi che con i rigori non siamo fortunate, visto che non finisce mai a nostro favore. Però va dato il giusto merito anche all'avversario che ci ha creduto fino alla fine, per un errore nostro e perchè sono state brave loro hanno pareggiato al 48'. Gli faccio le mie congratulazione e il mio in bocca al lupo per la finale.

Rimane comunque la grande gioia per il settimo scudetto conquistato.

Si sicuramente, ma quello lo avevamo già festeggiato e messo in bacheca. Adesso ci mancava la Coppa Italia che è sempre un traguardo importante come tutti gli altri. La volevamo, ma purtroppo usciamo ai rigori.

Ora per te e per la Nazionale c'è un traguardo importante che è l'Europeo. Che aspettative hai da questo evento?

Mi aspetto un grande Europeo con un'Italia protagonista. Vogliamo far vedere a tutti che l'Italia c'è sempre e non è seconda a nessuno.

Nelle foto i calci di rigore calciati da Girelli e Manieri. Foto di ENNEKAPPA di Nicola Iachelli per www.veronafemminile.com

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ceccarelli-martina nCiao Martina, tu sei una delle giocatrici giovani più promettenti del calcio femminile italiano, ci vuoi raccontare brevemente chi sei e come ti sei avvicinata a questo sport?
Sono Martina Ceccarelli, ho sedici anni e frequento il secondo anno del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Perugia. Gioco a calcio da quando avevo sei anni, ho iniziato con una squadra del mio paese: la "GRIFOPONTE TORGIANO". Ero l'unica femminuccia in mezzo a tanti maschietti ma la passione era più forte della vergogna. Una passione nata davanti casa mia, forse semplicemente in famiglia visto che la maggior parte dei miei cugini adorano il calcio ed ogni scusa era buona per giocare. Ricordo con gioia i primi momenti all'interno del rettangolo da gioco, ero quella "diversa" ma tutti mi accettavano per quello che ero, e non importava la provenienza, il colore della pelle o tante altre cose, ciò che contava davvero era saper giocare e sapersi divertire!!!. Ora eccomi qua, un po' cresciuta ma sempre con la stessa voglia e ambizione.

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verona-carissimi-gabbiadiniMelania Gabbiadini e Marta Carissimi sono state ospiti  in un  corso di giornalismo sportivo svoltosi in una scuola di Verona. Perla Piazza, brava a giocare a calcio quanto nel  giornalismo, ha avuto modo di intervistare le due campionesse. Buona lettura:
PP-Come  ti sei avvicinata al mondo del calcio da bambina?
Gabbiadini - Ho cominciato a tirare calci ad un pallone all'età di 9 anni. In famiglia già tutti giocavano a calcio, papà, zii, cugini e quindi posso dire che la mia è una passione ereditaria. Oggi sono ancora qui con la stessa passione e la stessa voglia che mi hanno spinta vent'anni fa ad iniziare questo sport.
Carissimi - Fin da quando ero bambina ho sempre praticato sport. All'inizio ho cominciato con la ginnastica artistica, poi con pattinaggio su strada, dove sono stata anche campionessa regionale e infine con la pallavolo. Continuavo però a portare avanti la mia passione per il calcio e fu così, che spinta anche dai miei compagni di classe, mi presentai nella squadra maschile di calcio del mio paese, l'U.S.Gassino. Successivamente, però, gli allenamenti di calcio e quelli della pallavolo iniziarono a sovrapporsi; fu allora che scelsi di continuare soltanto con il calcio nella squadra maschile, dove ho giocato per cinque anni, fino alla prima superiore.

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Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Firenze, n. 6032 del 15 Settembre 2016, con direttore Giancarlo Padovan di proprietà di Pettinati Editore.

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